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cirque de la solitude
“Il poeta produce il bello con l’attenzione fissata su qualcosa di reale. Lo stesso avviene con l’atto d’amore. Sapere che quest’uomo, che ha fame e sete, esiste veramente come me, questo basta, il resto viene da sé” (Simone Weil)
“L'anarchia viene dal di dentro. Non c'è un modello di anarchia, né alcuna definizione. Definire, vuol dire confessarsi battuti in partenza. Definire, vuol dire fermare il treno nella notte quando devia sullo scambio. Tanto vale ammettere che si ha fretta di farla finita con la comprensione dell'avvenimento. Proprio per la sua inattitudine di fondo a non saper definire niente, l'uomo scalpita nelle obiezioni e nella filosofia” (Léo Ferrè)
QUANTO ALLA MUSICA, CI SONO IL MYSPACE E IL BLOG SBANDATI il 23 luglio esordio/anteprima di LibertAria al festival UrlaPadula a Carrara
mercoledì, 26 novembre 2003
...tempo di congedi e strappi, di addii senza dei cui rimandare, di morti incancellabili... questo mi dici, mi dice il tuo tempo...
...sii grato alla morte che ti fa visita, aprile le porte, stendile un tappeto sotto ai piedi, ricoprila di fiori...
...poi danza sul tuo stesso cadavere, e ridi...
postato da alderano
14:36 commenti
domenica, 23 novembre 2003
Alla mia nazione
Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.
PPP
postato da alderano
16:10 commenti (1)
mercoledì, 19 novembre 2003
Oggi, ancora: procedo col passo incerto di chi ignora la terra che calpesta, ma troppo conosce, e troppo bene, il vuoto che sta aperto sotto ai piedi.
postato da alderano
19:52 commenti (6)
giovedì, 13 novembre 2003
Su Nassiriya
La morte è sofferenza, sempre.
Ciò che è insopportabile è la retorica nazionalista dei "nostri", dei "caduti" (i soldati della Patria non muoiono ma 'cadono' - virilmente e fascistamente, si usava aggiungere quando almeno si chiamavano le cose con il loro nome), e soprattutto insopportabile è la retorica neo-nazionalista (di quel nazionalismo che si ammanta di universalismo) della "pace". Una retorica che si costruisce a partire da quelle morti. Che specula su quei morti.
Il fatto è che l'Italia si accorge solo adesso di essere in guerra. Un po' tardi. Ma la guerra, si sa, causa morti. E altri ne causerà. Il nostro è un esercito di occupazione, questo è ciò che è stato nascosto fino ad ora. Queste sono morti deliberate da un governo servile e menzognero. E peserebbero sulla coscienza dei governanti - se mai ne avessero una.
"E a te Cadorna 'un bastan gli accidenti che a Caporetto n'hai ammazzati tanti noi si patisce tutti questi pianti e te nato d'un cane nun li senti.
E 'un me ne importa della tu' vittoria e 'un me ne importa della tu' bandiera sputo su quest'Italia tutt'intera e vado in culo al re con la su' boria."
postato da alderano
14:19 commenti (1)
lunedì, 03 novembre 2003
Così, con le parole di un soldato mandato al macello, voglio celebrare la 'vittoria' del 4 novembre, con le parole tracciate col sangue, in quelle trincee dove la patria prese corpo - e fu corpo cadaverico.
Maesta' inviamo a V.M. questa lettera per dirvi che finite questo macello inutile. Avete ben da dire voi, che e' glorioso il morire per la Patria. E a noi sembra invece che siccome voi e i vostri porchi ministri che avete voluto la guerra che in prima linea potevate andarci voi e loro. Ma invece voi e i vostri mascalzoni ministri, restate indietro e ci mandate avanti noi poveri diavoli, con moglie e figli a casa, che ormai causa questa orribile guerra da voi voluta soffrono i poverini la fame! Viliacchi, spudorati Ubriaconi, Impestati, carnefici di carne umana, finitela che e' tempo li volete uccidere tutti? Al fronte sono stanchi nell'interno soffrono la fame, dunque cosa volete? Vergognatevi, ma non vedete che non vincete, ma volete che vadino avanti lo stesso per ucciderli. Non vedete quanta strage di giovani e di padri di famiglia avete fatto, e non siete ancora contenti? Andateci voi o viliacchi col vostro corpo a difendere la vostra patria, e poi quando la vostra vita la vedete in pericolo, allora o porchi che siete tutti concluderete certamente la pace ad ogni costo. Noi per la patria abbiamo sofferto abbastanza, e infine la nostra patria e' la nostra casa, e' la nostra famiglia, le nostre mogli, i nostri bambini. Quando ci avete uccisi tutti siete contento di vedere centinaia di migliaia di bambini privo di padre? E perche'? per un vostro ambizioso spudorato capriccio.
postato da alderano
22:05 commenti
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