cirque de la solitude

 

“Il poeta produce il bello con l’attenzione fissata su qualcosa di reale. Lo stesso avviene con l’atto d’amore. Sapere che quest’uomo, che ha fame e sete, esiste veramente come me, questo basta, il resto viene da sé” (Simone Weil) “L'anarchia viene dal di dentro. Non c'è un modello di anarchia, né alcuna definizione. Definire, vuol dire confessarsi battuti in partenza. Definire, vuol dire fermare il treno nella notte quando devia sullo scambio. Tanto vale ammettere che si ha fretta di farla finita con la comprensione dell'avvenimento. Proprio per la sua inattitudine di fondo a non saper definire niente, l'uomo scalpita nelle obiezioni e nella filosofia” (Léo Ferrè)

QUANTO ALLA MUSICA, CI SONO IL MYSPACE E IL BLOG SBANDATI il 23 luglio esordio/anteprima di LibertAria al festival UrlaPadula a Carrara


domenica, 30 luglio 2006

 

Finestre.

E' un giorno triste. A Cana, il trionfo della morte. Governi criminali che così come hanno massacrato bambini a Shabra e Chatila massacrano bambini a Cana. Governi criminali che promettono svolte e danno il loro sostegno agli assassini, che ci riendono tutti quanti complici di queti abomini. Il terrorismo eretto a norma dell'agire politico. Il linguaggio pervertito: i soldati sono "rapiti" - laddove quelli palestinesi stanno legittimamente nelle galere israeliane - e in cambio si bombardano città, reazione che è nient'altro che "spropositata"; i politici sono "addolorati" ma la colpa è degli Hezbollah - non sto ad addentrarmi nelle contraddizioni logiche, non ne ho la forza, ho solo la nausea ad agitarmi.

Ma L. - che dieci giorni fa era salito sul tetto del CPT di Lamezia ingoiando una pila e otto uova marce e tagliandosi con una lametta - è fuori, è uscito in suolo italiano, torna a essere clandestino ma non l'hanno rimpatriato: questo è il solo barbaglio di luce che mantiene vivo lo sguardo, e produce cammino.


postato da alderano 13:52 commenti (3) 
 


sabato, 29 luglio 2006

 

Passaggi.

Il libro mi tiene impegnato parecchio, con incontri e presentazioni. Continuerà a esser così per un po' di tempo. Così lascio velocemente questa traccia per dire che il blog Lager Italiani è aggiornato. A presto, inch'allah.

(PS: domani sera si chiude l'estate de Les Anarchistes in quel di Torano, paese di cavatori e d'anarchia sopra Carrara, un appuntamento ormai "tradizionale", atteso in primo luogo da noi ri/suonatori, in una piazza dove si canta con gioia, in tanti, un vero e proprio popolo libertario... Siateci, se vi accade d'esser vicini).


postato da alderano 19:34 commenti  
 


domenica, 23 luglio 2006

 

Ancora. Ogni 20 luglio, in piazza Alimonda. Io appartengo a quell'asfalto.

A mio fratello.

 

E’ giovedì sera, sotto il tendone della piazza. Fuori diluvia, sono lievemente e felicemente ubriaco, e in questa calca ci sto bene. E’ come se fossimo insieme davvero. E per esserlo davvero basta saperlo. Prima sono rotolato sugli scogli mentre pisciavo alla luna, scogli appuntiti sotto la mia carne liquida, e neanche un graffio, forse perché le mie ossa sono più appuntite delle rocce. Allora continuo a bere, e a cantare.

Ritorno nella piazza alle sei del pomeriggio di venerdì. ‘Hanno ammazzato un ragazzo’ mi dice una compagna, ‘gli hanno sparato’. Ci guardiamo, e lo sguardo non vede più nulla. Io continuo a piangere, non riesco a fermarmi, vado verso gli scogli, per vergogna, per necessità di un posto, perché il pianto mi si confonda con il mare. Ma il mio pianto non ci sta, in quel mare. Mi sento uno strappo nella carne, avrei potuto esserci io al suo posto, e stavolta non è solo un modo di dire. Quel pianto mi sta ancora addosso, oggi che sono passati tre anni da quel venti luglio. Quando hanno ucciso mio fratello.

 

Mi sta ancora addosso quel pianto, nell’applauso di piazza Alimonda delle 17,27. Il dito che ci tocca tutti, e spreme la carne, e l’occhio. I tre bambini che danzano al centro dell’applauso, come saltassero fuori dallo schiocco delle mani, fiori del pianto. Haidi sfregata dai nostri baci. Qui stiamo ancora, in quest’anello incantatore, e quest’incanto non è illusione, ma una danza circolare che scuote il corpo, come la dea su Shiva dormiente, e il fiore di loto sono quei bambini che sanno, dall’alto della loro insipienza, il tremore del nostro contagio, sanno che il nostro non è un ricordo, ma un dono, un dono che noi tutti – noi quelli vivi e noi quelli morti – facciamo a noi stessi. E qui non c’è me.


postato da alderano 13:59 commenti (1) 
 


lunedì, 17 luglio 2006

 

http://italy.indymedia.org/news/2006/07/1114087.php

 

Non aver vergogna
che di sé
 
ti prego non crepare
ritorna a zero
fuggi
 
volere il riso della sorte
la voce di serpente
 
sotterra il mio nome col tuo
sii vanga e terra
che mi riempie la bocca
 
sono vivo come un’emergenza

postato da alderano 16:05 commenti (3) 
 


mercoledì, 12 luglio 2006

 

Fiere.
 
Lo racconterò ai nipoti, se ne avrò, nelle sere d’inverno. La trasmissione di ieri sera su Telelombardia sull’“immigrazione clandestina” ha il tono dell’epopea. Non sono ancora in grado di farne un resoconto ordinato, devo rimettere in ordine le cose e le parole. Ne sono uscito devastato, ché è difficile far fronte a una tale carica d’odio, a una tale violenza verbale. Un baraccone dove era impossibile fare un discorso. Ma l’osceno accadeva, appunto, durante gli intervalli pubblicitari. Quando Prosperini si alzava e alzava lodi a Pinochet. Quando, a fronte di una mia domanda (l’unica volta in cui mi sono rivolto direttamente a lui), “Come fa a vivere bene con quella carica d’odio in cuore”, lui dice “l’odio e la vendetta sono i piaceri della vita”. “Animali” e “delinquenti”, questo sono i maghrebini per i Borghezio e i Prosperini. A un certo punto ho detto a Borghezio che era lui il delinquente, visto che è stato condannato per aver picchiato un bambino marocchino e per aver incendiato un dormitorio di immigrati. Mi si è avventato contro, minacciandomi di querela,con la sua manona a un centimetro dalla mia faccia che fremeva. Fai pure Borghezio,non vedo l’ora di farti prendere un’altra condanna. Non l’ha fatto. Ma lo squadrismo dei due omoni era ben fiancheggiato dallo squadrismo in giacca e cravatta dell’assessore regionale alla sicurezza, di Forza Italia, che mi ha detto di aver parlato di lager per far scandalo e vendere libri. Ho già spiegato perché lager,  ho detto, se non avete capito non ve lo rispiego. E poi: E’ vero, non vedo l’ora di fare i soldi, quando li faccio passo a Forza Italia.
La gente capisce, basta guardarvi negli occhi per capire chi siete, quanto odio avete in cuore, quanta violenza in corpo.
postato da alderano 15:39 commenti (10) 
 


lunedì, 10 luglio 2006

 

Mostri

E' un periodo di viaggi (sul blog lageritaliani ho detto della mia visita al CPT di Lamezia) e il blog funziona a intermittenza. Stasera sono ospite di Tempi dispari, trasmissione di Rai News 24 (alle 21,15). E soprattutto domani sera, martedi, alle 20,30 saro' ospite di Telelombardia, in una trasmissione con (udite udite) Borghezio. Per l'evenienza, avro' con me una bomboletta spray.


postato da alderano 20:34 commenti (4) 
 


mercoledì, 05 luglio 2006

 

Napoli, Italia.

Ieri sera, alle sette e mezzo, ero alla presentazione di Gomorra, al Laboratorio Napoletano di piazza De Nicola. Ex convento, ex carcere, ex lanificio, adesso luogo per esposizioni, visioni, intellezioni. Non dirò del libro, ché già abbastanza se ne è detto. Dirò della gioia di Roberto e di tutti per la sala stracolma, a dispetto delle paure per la quasi contemporanea semifinale Italia-Germania. Dirò dei bambini che si proponevano per leggere dei passi del libro - meglio di mille recensioni... Dirò delle foto esposte da fotografi napoletani, tutte quante rifiutate dai giornali, e pure di grandissima potenza visiva, la stessa che erompe dalle pagine di Gomorra (una foto per tutti, quella del boss Di Lauro tra due carabinieri con lo sguardo basso, e lui che guarda in macchina, un occhio solo, l'altro è in ombra, e in quell'occhio c'è tutto, è come un gorgo intorno a cui gravitano tutte le foto che gli stanno a fianco, i morti ammazzati, le lacrime rituali e condivise, le scritte sui muri, le doppie scalinate, e c'è pure l'immaginario hollywoodiano che riplasma le gesta del Sistema, un immaginario che tracima e riverbera nelle strisciate di luce che sfumano i contorni del viso...). Dirò degli A67, gruppo di Scampia che ha dato il tempo alle letture del libro, cantando di rabbia e di camorra, 'a camorra simm' nuie. E dirò infine della partita Italia-Germania condivisa con quei napoletani che vogliono sapere e dire, e allora lì, in quella comunità, anche un impenitente e irresipiscente bastian contrario come il sottoscritto ha gioito della festa per le reti di Grosso e di Del Piero.


postato da alderano 16:47 commenti  
 


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