cirque de la solitude

 

“Il poeta produce il bello con l’attenzione fissata su qualcosa di reale. Lo stesso avviene con l’atto d’amore. Sapere che quest’uomo, che ha fame e sete, esiste veramente come me, questo basta, il resto viene da sé” (Simone Weil) “L'anarchia viene dal di dentro. Non c'è un modello di anarchia, né alcuna definizione. Definire, vuol dire confessarsi battuti in partenza. Definire, vuol dire fermare il treno nella notte quando devia sullo scambio. Tanto vale ammettere che si ha fretta di farla finita con la comprensione dell'avvenimento. Proprio per la sua inattitudine di fondo a non saper definire niente, l'uomo scalpita nelle obiezioni e nella filosofia” (Léo Ferrè)

QUANTO ALLA MUSICA, CI SONO IL MYSPACE E IL BLOG SBANDATI il 23 luglio esordio/anteprima di LibertAria al festival UrlaPadula a Carrara


lunedì, 30 aprile 2007

 

Vieni o Maggio.

Ieri mi ha chiamato Leonardo Pelo, editore di No Reply, I miei amici Fiamma Fumana hanno organizzato all'impronta un concerto il primo maggio ad Arezzo, mi ha detto, Ci saranno anche Cisco (ex Modena City Ramblers) e il Coro delle Mondine di Novi. (Coro che aveva dato l'abbrivio all'ultimo gig dei Les Anarchistes al premio Ciampi del 2005).  Vieni a cantare anche tu? Ok (esperite alcune variabili personali). Così, questo primo maggio sarà organizzato in questa maniera: alla mattina, Primo Maggio Anarchico a Carrara; nel pomeriggio, concerto ad Arezzo, in piazza Sant'Agostino.
Per celebrare degnamente, riporto qui il meraviglioso Inno de Primo Maggio che Pietro Gori scrisse sulla base della melodia del Va’ pensiero, il coro del Nabucco verdiano, nel 1892, nel carcere milanese di San Vittore dove era stato rinchiuso preventivamente: si avvicinava il primo maggio, in Sicilia i lavoratori cominciavano a prendere coscienza politica radunandosi nei Fasci (cui probabilmente si fa riferimento nel testo del canto)  e gli agitatori anarchici dovevano essere messi in condizione di non nuocere all’ordine pubblico… Ma Gori sapeva che la parola e il canto racchiudono una forza immane, e nella sua cella scrisse il “bozzetto drammatico in un atto” Primo Maggio, che avrebbe riscosso un grande successo, specialmente negli Stati Uniti dove Gori sarebbe stato qualche anno più tardi. A Paterson (“capitale” degli anarchici nordamericani – di lì sarebbe tornato in Italia Gaetano Bresci per uccidere Umberto I) Gori rappresentò il bozzetto anche come attore, e così fece in molte altre città americane, tra cui Chicago. Rappresentazione significativa, quella, dacché il Primo Maggio nasceva proprio per ricordare i cinque anarchici impiccati a Chicago in seguito allo sciopero e alle manifestazioni organizzate per ottenere la giornata lavorativa di otto ore. Alla fine del Prologo del Primo Maggio, il coro attaccava l’Inno del Primo Maggio, che sarebbe divenuto il canto privilegiato della ricorrenza.
Al primo maggio anarchico di Carrara viene sempre cantato.
Impossibile dimenticare Alfonso Nicolazzi, anarchico piemontese trapiantato a Carrara, scomparso nell’estate del 2005, che lo cantava con la sua voce potente, tanto che quello era diventato il suo canto. E domani tutti (e il mio amico Nando davanti al monumento a Meschi) canteranno, anche per lui, Vieni o maggio.

Vieni o Maggio t’aspettan le genti
ti salutano i liberi cuori
dolce Pasqua dei lavoratori
vieni e splendi alla gloria del sol.

Squilli un inno di alate speranze
al gran verde che il frutto matura
a la vasta ideal fioritura
in cui freme il lucente avvenir.

Disertate o falangi di schiavi
dai cantieri, da l’arse officine
via dai campi, su da le marine
tregua, tregua all’eterno sudor!

Innalziamo le mani incallite
e sian fascio di forze fecondo
noi vogliamo redimere il mondo
dai tiranni de l’ozio e de l’or!

Giovinezze, dolori ideali,
primavere dal fascino arcano
verde maggio del genere umano
date ai petti il coraggio e la fé.

Date fiori ai ribelli caduti
con lo sguardo rivolto all’aurora
al gagliardo che lotta e lavora
al veggente poeta che muor!


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venerdì, 27 aprile 2007

 

Io, pedofilo.

E' il titolo di un vecchio post, in cui raccontavo di una mia passata, terribile esperienza. Leggendo il post di Loredana Lipperini in margine ai fatti di Rignano, ho creduto utile ripubblicarlo su Nazione Indiana, qui.

postato da alderano 20:35 commenti (3) 
 


giovedì, 26 aprile 2007

 

La morte silenziosa di un clandestino.

E' il titolo del mio pezzo uscito sul manifesto sulla vicenda di Monsef/Moulay (mescolare identità è necessario, in questi casi). L'ho ripubblicato su Nazione Indiana, qui.

postato da alderano 22:45 commenti  
 


martedì, 24 aprile 2007

 

A scuola di Liberazione.

Domani, 25 aprile, farò festa a Felina, in provincia di Reggio Emilia. Dapprima, imperdibile pranzo con i partigiani. Alle 16 (sempre che si arrivi saldi sulle gambe) discussione collettiva sulle liberazioni nel tempo presente (con me ci saranno Wu ming - non so quale -, Gianluca Morozzi, un rappresentante del Collettivo Precari Atesia, e altri ancora). Dopo le cinque, concerto con Yo Yo Mundi, e lì indosserò la maschera di cantore e intonerò un "Dalle belle città" insieme al mio amico fraterno Paolo Archetti Maestri. Se siete nei paraggi, non mancate di passare...

Quanto a Monsef, ancora nessun contatto diretto. (Solo offerte nei vari centri per l'impiego, ma per uno come lui è difficile). In ogni caso sta per uscire un pezzo sul manifesto, spero che di lì uscirà qualcosa.

Segnalo infine una mia intervista sulla scuola, appena pubblicata sul sito dei radicalsocialisti, che mi ha fatto Lorenzo Galbiati, e dove tento di articolare qualche riflessione in margine alla mia esperienza di cattedra e d'aula.

postato da alderano 17:21 commenti (4) 
 


martedì, 17 aprile 2007

 

Annuncio ricerca lavoro: saldatore, montatore di capannoni.

 

A Capodanno ero nelle campagne vicino a Cerignola. Tra i braccianti che fanno i pomodori, olive, uva, broccoli, carciofi. Braccianti maghrebini, subsahariani, esteuropei. Ho parlato a lungo con Monsef, quel giorno, tunisino, un tipo solitario, che però aveva voglia di parlare. E mi ha raccontato un sacco di cose, di sé, del mondo bracciantile, dello sfruttamento di quelle braccia, della concorrenza interna da quando sono arrivati a rumeni e si accontentano di una paga più bassa, anche due euro l’ora. Ma Monsef non odia. Era diventato molto amico di un ragazzo rumeno. Che doveva essere nel bar di Marcella il giorno di Capodanno.

Oggi mi ha chiamato, Ieri è morto un ragazzo. Il mio amico. Lavorava intorno agli ulivi, fresava, il motore gli è caduto addosso e lui è stato spinto nel canale dietro, l’acqua è profonda lì. E’ morto per tre euro e mezzo l’ora, lui.

Sono andato a cercare su Google, nessun riferimento a questa morte. I giornali riportano del rumeno morto nel cantiere a Roma, ma non di quello morto a Cerignola. Sono quelli al gradino più basso, del resto, e quelle campagne sono come extraterritoriali.

Io a Monsef avevo detto a Capodanno, Sei uno dei pochi fortunati qui ad avere il permesso di soggiorno, perché non provi a salire al nord, visto che in Tunisia eri un bravo saldatore, che costruivi cancelli di ferro, che montavi capannoni, che pure ti piace farlo?

Oggi mi ha risposto, Adesso basta, ha detto, Ho deciso che voglio salire al nord. Mi puoi aiutare?

Ho chiamato subito qualche sindacalista per sentire, ma è difficile. Continuo.

Qualcuno di voi è in grado di aiutare Monsef? Se pensate cinque minuti ciascuno tra tutte le vostre conoscenze, sono convinto che qualcosa potremmo trovare. Dai.


postato da alderano 19:41 commenti (6) 
 


giovedì, 12 aprile 2007

 

Le mani degli schiavi.

E' il titolo dello scritto che ho pubblicato su Nuovi Argomenti, e ho ripubblicato su Nazione Indiana, qui (la prima parte).

PS E sul blog di Lager Italiani riporto la lunga recensione di Massimo Adinolfi, a.k.a. AzioneParallela, al libro. Con la mia risposta alla sua discussione delle tesi filosofiche ivi contenute.

postato da alderano 01:16 commenti  
 


domenica, 08 aprile 2007

 

Buona Pasqua.

Questi sono proprio figli di puttana. Stupratori di vecchiette e di famiglie. Mestatori di intelligenze. Certo, lo sappiamo bene, ma ogni volta la stupefazione si rinnova. Il tg5, scandalo, manifesto anticlericale con la fucilazione del papa, terrorismo in vista! Il manifesto nella piazza genovese, una scena ultranota del Fantasma della Libertà di Sua Santità Luis Bunuel, diventa pure quella incitazione al terrorismo, e la risata che seppellisce da oggi, Santa Pasqua 2007, era dei Jonathan col cappio al collo, è bandita, talebano contro talebano.
(l'annuncio è qui).

postato da alderano 03:06 commenti (5) 
 


lunedì, 02 aprile 2007

 

La caccia.

Su Carta è apparso un mio reportage da Rosarno. L'ho ripubblicato su Nazione Indiana, qui.

postato da alderano 16:16 commenti  
 


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