| |
cirque de la solitude
“Il poeta produce il bello con l’attenzione fissata su qualcosa di reale. Lo stesso avviene con l’atto d’amore. Sapere che quest’uomo, che ha fame e sete, esiste veramente come me, questo basta, il resto viene da sé” (Simone Weil)
“L'anarchia viene dal di dentro. Non c'è un modello di anarchia, né alcuna definizione. Definire, vuol dire confessarsi battuti in partenza. Definire, vuol dire fermare il treno nella notte quando devia sullo scambio. Tanto vale ammettere che si ha fretta di farla finita con la comprensione dell'avvenimento. Proprio per la sua inattitudine di fondo a non saper definire niente, l'uomo scalpita nelle obiezioni e nella filosofia” (Léo Ferrè)
QUANTO ALLA MUSICA, CI SONO IL MYSPACE E IL BLOG SBANDATI il 23 luglio esordio/anteprima di LibertAria al festival UrlaPadula a Carrara
martedì, 25 marzo 2008
Margini a fuoco
Con la pubblicazione di Mario Rigoni Stern, Hermann Heidegger. Ritorno sul fronte, libro a cura del mio amico e co-editore di Transeuropa Giulio Milani - è partita la collana Margini a fuoco, che dirigo insieme a Marco Revelli - per Transeuropa, appunto. Sarà una collana di narrazioni esperienziali, attraversate però da una messa in gioco di categorie del politico. Raccontare vissuti, itinerari in luoghi che sfuggono al fuoco dello sguardo pubblico e spettacolare, luoghi di margine appunto, con un incedere marginale, ibrido, tra il narrativo e il "teorico". Raccontare il mondo attraverso storie, mettendo al contempo un gioco uno sguardo teorico, e categorie politiche. "Margini a fuoco", dunque, significa mettere a fuoco il mondo con uno sguardo singolare. Del resto la collana nasce proprio dall'incontro tra me (che ho scritto Lager italiani, un libro di storie, con una lingua propria della narrazione, che trapassa in un'analisi politica) e Marco Revelli (che tra le tante cose ha scritto un libro come Fuori luogo, in cui racconta la sua esperienza nella difesa di un campo rom). Per questo la collana è stata aperta dall'intervista con Rigoni (si veda qui): come richiamo genealogico, la storia che si fa narrazione.
postato da alderano
18:45 commenti (6)
martedì, 18 marzo 2008
Il paese guasto (sul nuovo Myspace)
Nell'attesa che un gruppo sorga stabilmente, ho messo su un myspace musicale, qui. Si possono ascoltare alcune canzoni e vedere i video delle due canzoni fatte con Apuamater e Kobayashi. Tra le canzoni da ascoltare, "Il paese guasto", che feci una decina d'anni fa con gli Swan Crash e sto rimettendo su ("Il paese guasto" è un verso della Commedia dantesca, con il quale qualcuno propose di tradurre la "Wasteland" di Eliot, poema dal quale nasce la canzone): il senso del pezzo è - come dire - metafisico e universale, ma se lo si riferisce al paese italico io credo che funzioni, anche troppo.
postato da alderano
12:20 commenti (1)
giovedì, 13 marzo 2008
Vette
Oggi sono andato a prendermi il sole sulla spiaggia, sotto le dune del Cinquale, con le Apuane alle spalle. Dopo la clausura del libro, ho respirato. E ho raddoppiato il respiro iniziando Brand's Haide di Arno Schmidt (ed. Lavieri). Uno scrittore, misconosciuto in Italia, che Goffredo Fofi non ha esitato a definire "il più spericolato, inventivo e geniale tra gli scrittori tedeschi del Novecento". Merita davvero, è meraviglioso. E merita davvero anche grazie alla traduzione, altrettanto spericolata ("le ossa mi dolevano per lo strascinio"; "se ora mi piombasse sulla cuticagna una stella filante"; "e i suoi occhi superbirono come vetruzzi di Gablonz"), di Domenico Pinto, nuova entrata nella redazione di Nazione Indiana. Se ne legge qui.
postato da alderano
21:52 commenti (3)
mercoledì, 12 marzo 2008
Dissipazioni
Oggi ho pubblicato su Nazione Indiana un brano del mio delirante scritto d'antan "Vita di Evasio Stoppani" (entbildungsroman, ovvero romanzo di s/formazione), facendolo dialogare con le opere del maestro Gianluca Sbrana, mio carissimo amico nonché artista che non ha fino ad ora avuto i riconoscimenti che merita. Compagno di dissipazioni e notti furibonde, un tempo - tempo che trasfigurai appunto nel succitato scritto, trasfigurando mastro Gianluca in un tal Fausto. Potete leggere, ma soprattutto contemplare le opere di Gianluca, qui.
postato da alderano
15:30 commenti (3)
martedì, 11 marzo 2008
Lavorare Uccide
Fino a ieri a rivederne le bozze, e stamani va in stampa. Uscirà nella seconda metà di aprile, ancora la data esatta non la so. Nella collana FuturoPassato di Bur, come Lager italiani. La copertina è forte, la stessa impostazione grafica di sempre ma con fondo bianco e scritte nere. Ricora un po' certe collane del Saggiatore degli anni sessanta, per dire. Per celebrare (soprattutto il fatto che adesso, per qualche giorno, mi darò all'ozio più completo - tranne la mattina a scuola, s'intende) riporto la nota della quarta di copertina che ha fatto Roberta, la editor con la quale ci siamo sfiancati in un lungo corpo a corpo...
Negli ultimi anni le vittime per incidenti sul lavoro sono state più di quelle occidentali in Iraq. Peggio di una guerra. "Morti bianche", senza voce, relegate a poche righe sui giornali, miseri loculi anagrafici. Per queste vittime del silenzio, della negligenza e della distrazione, Marco Rovelli intraprende un viaggio che tocca ogni angolo del Paese, in cui restituisce un volto e una dignità a chi è morto e una voce al dolore, alla rabbia, all’impotenza di chi è rimasto.
Lavorare uccide si addentra nelle logiche più feroci della produzione e del profitto: dal just in time al perverso labirinto di appalti e subappalti, dalla crisi dei sindacati all’omertà dei colleghi, dalle norme di sicurezza ignorate a una giustizia che troppo spesso non è fatta.
Attraverso storie, testimonianze e dati, un’inchiesta appassionata e atipica che ci aiuta a capire per quali barbari meccanismi la vita di un uomo vale solo pochi euro, e quanta strada resta ancora da fare per mettere fine a questa vergogna.
postato da alderano
12:30 commenti (5)
giovedì, 06 marzo 2008
Quando un operaio muore
(Ricevo dallo Slai-Cobas di Cremona questa cantilena anaforica, un'efficace sintesi di ciò che sono andato scrivendo in questi mesi).
Quando un operaio muore i politici di destra, di sinistra e di centro si indignano.
Quando un operaio muore domani Prodi fa il decreto legge.
Quando un operaio muore Topo Gigio Veltroni candida gli industriali, "ma anche" un sopravvissuto della Thyssen Krupp.
Quando un operaio muore Ichino dice che "Da noi manca la cultura delle regole".
Quando un operaio muore il Presidente della Repubblica soffre e auspica in televisione.
Quando un operaio muore Maroni dice "Non è colpa dei governi, perché le leggi ci sono".
Quando un operaio muore nessuno parla della legge 30, dei precari, dei ricatti che subiscono, della legge del padrone e degli estintori vuoti "altrimenti vai a casa".
Quando un operaio muore, oggi Fassino e D´Alema, ieri Berlinguer e Pertini.
Quando un operaio muore il padrone ha già messo i soldi da parte.
Quando un operaio muore la vedova e i figli finiscono in mezzo a una strada.
Quando un operaio muore i sindacati dichiarano uno sciopero di solidarietà di due ore.
Quando un operaio muore la colpa è del casco, se l´è cercata.
Quando un operaio muore la colpa è che se si lamentava per l´insicurezza veniva licenziato subito perché precario.
Quando un operaio muore è un assassinio, quasi sempre.
Quando un operaio muore faceva un lavoro a rischio, doveva succedere.
Quando un operaio muore si danno incentivi alle aziende che diminuiscono gli incidenti e non si chiudono quelle che producono i morti.
Quando un operaio muore è perché la sicurezza è troppo onerosa per la Confindustria.
Quando un operaio muore è un fatto di business, qualcuno ci ha guadagnato sopra.
Quando un operaio muore se faceva il parlamentare campava cent´anni.
postato da alderano
10:29 commenti (2)
lunedì, 03 marzo 2008
Astenersi, astenersi, astenersi. Contro la casta di Massa.
Se il sistema della casta politica si autoperpetua, con cooptazioni e corse al centro del bagnasciuga, non resta che tornare alla politica, quella fatta di conflitti. L'unico fattore di realtà accaduto negli ultimi anni sono state le lotte locali, dalla val di Susa a Vicenza, da Scanzano a Melfi. Solo che manca un collegamento tra questi fuochi, necessari ma non sufficienti, e ne guadagna il vento dell'antipolitica. Il disgusto che senti in giro, il disinteresse sempre più esteso tra i ragazzi che verifico a scuola, la perdita di qualsiasi senso storico, un cinismo devastante. E questo grazie alla generazione, alle generazioni che li hanno preceduti, che non hanno saputo offrirgli alcuna prospettiva. Con la sua corsa al centro, adesso, il Partito democratico rischia di non perdere con clamore (non dico di vincere, mi pare troppo, ma il fatto stesso che sia possibile pensare una sfida non già persa in partenza è già tanto) - ma di certo riduce lo spazio di praticabilità di prospettive altre, ovvero l'unica cosa di cui adesso ci sarebbe bisogno, da un punto di vista culturale ed etico. Quelli come noi si troveranno a decidere se andare a votare o meno, e io temo che lo farò, per la mia solita coscienza di riduzione del danno, e perchè stavolta gli arcobalenisti, a livello nazionale, non hanno una prospettiva di governo come la scorsa volta.
Allora, in questa asfissia, dicevo, si dovrebbe ripartire dal locale. Poi ti guardi intorno, e il mio dintorno è l'Apuania, e trovi una wasteland. Trovi che gli arcobalenisti hanno deciso di candidare il penultimo sindaco, Pucci, un diessino che ha governato con gli stessi sistemi nefasti propri del suo orribile successore democristiano che più democristiano non si può, tal Neri, che ha fatto del comune un bivacco di manipoli. Pucci meglio di Neri, sì. Ma nei fatti gli ha aperto la strada. Governando senza uno straccio di piano strutturale (il che significa, il territorio ce lo gestiamo brano a brano, senza una visione d'insieme, e brano a brano significa farlo a pezzi, così com'è avvenuto), privatizzando i servizi, mettendo in cantiere la devastazione del centro cittadino con un parcheggio in project financing, nessuna prospettiva seria di sviluppo, una politica culturale inesistente (anzi peggio). Neri si è inserito in questo solco con i suoi manipoli, e la città è stata consegnata mani e piedi alle lobby immobiliari. Si costruisce che è un piacere, da queste parti, il territorio è saturato ma spuntano sempre, magicamente, nuovi appezzamenti per fare bellissime speculazioni.
Ora, in tutto questo, gli arcobalenisti hanno pensato di tornare al vecchio. Eppure mesi fa alcune persone di sinistra, in città, si erano autoconvocate, per costruire insieme un percorso diverso, per costruire dal basso un programma, un percorso che individuasse un candidato che ponesse mano a tutte queste vergogne. La casta arcobalena, invece di prenderla come una risorsa, di pensare che tutta quella gente che aveva risposto all'appello poteva essere una linfa vitale per una politica asfittica, rinchiusa nelle sue stanze, senza più nemmeno strutture di partito che vivano come una volta - ha visto questi autoconvocati come una minaccia alle loro logiche politiciste, tutte chiuse nei loro calcoletti di stanze e di palazzo. Nessuna prospettiva nuova, nessuna diversità, solo una legittimazione di percorsi già sconfitti.
Io, in questo locale, stavolta non mi sogno proprio di andare al voto, legittimando queste classi dirigenti che dovrebbero essere spazzate via, che sono responsabili di ciò che sarà Massa nei prossimi anni. Astenersi, astenersi, astenersi.
postato da alderano
12:48 commenti (4)
ARCHIVIO
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
LINK
- - MARCOROVELLI & SBANDATI - il Myspace musicale - - SBANDATI - IL MIO BLOG MUSICALE - corpo esposto - il libro di poesie - Lager Italiani - il blog del libro - Sacrifici: il lavoro su Bataille - - una vita - il mio spettacolo di canti popolari Il blog acceso di Tereso il blog antirazzista di Sherif il blog bandito di LoSca il blog cantautorale di Alessio Lega Il blog critico della Lipperini Il blog curante di Pistorius Il blog dialogico di Minimokarma Il blog filosofia di Azioneparallela Il blog grouchomarxista di Pralina Il blog intensivo di Emilio Millepiani Il blog interrogante di sestoempirico Il blog libero di Stampa Alternativa il blog libertario di Sahishin Il blog montaggio di Franz Krauspenhaar il blog musicale di Luca Barachetti Il blog narrante di Nazione Indiana il blog poetico di Francesco Marotta Il blog pre.ludico di Aitan il blog presepe di Nicolò La Rocca il blog ristoro di Daniele Greco Il blog sovraesposto di Georgiamada il blog vinoso di Stefano Calosso Il bollettino di Giulio Mozzi Il giornale di letteratura di Giuseppe Genna Il giornale immaginario di Valerio Evangelisti il sito Primo Amore Il sito su Horst Fantazzini Indymedia la mia "voce" su wikipedia
COUNTER
visitato *loading* volte

|