Dei Centri di Permanenza Temporanea ho parlato qui parecchie volte: sono una delle cose più vergognose della nostra ‘civiltà’ basata sull’esclusione. Ho incontrato molti ragazzi migranti che nei CPT sono stati e ne sono scampati. Da allora sono ancora più convinto della necessità di una lotta contro queste istituzioni carcerarie.
Nei giorni scorsi, a Lecce, cinque ragazzi anarchici sono stati arrestati per ‘associazione sovversiva’ (art. 270bis, novità assoluta che segna un’escalation nella repressione). Loro colpa, la lotta contro il CPT Regina Pacis di Lecce – vero e proprio lager, come testimonia un film-documentario come ‘Mare nostrum’ di Stefano Mencherini (film al quale anche Les Anarchistes hanno collaborato con ‘Bella ciao’). Giusto qualche tempo fa, finalmente, don Cesare Lodeserto è stato arrestato. Eppure il Regina Pacis non è stato che l’escrescenza più visibile del sistema carcerario dei CPT.
Cosa si contesta a questi cinque compagni? (Tralasciando la solita fissazione di voler costruire, contro ogni ragione, un soggetto anarchico, laddove gli anarchici non hanno leader né capi). Una serie di fatti: scritte sui muri, minacce a don Lodeserto, un incendio di un Bancomat di una banca che gestisce i conti del CPT, nonché il taglio delle pompe della Esso durante la guerra in Iraq. Naturalmente le prove non ci sono, si tratta di una ricostruzione arbitraria basata su interpretazioni di intercettazioni. Si tratta di perpetuare ancora il teorema del Grande Vecchio Anarchico in omaggio alla strategia di Pisanu, nonché, nel caso specifico, di riequilibrare l’arresto di Lodeserto, arresto così massicciamente biasimato dai mass-media, che hanno presentato il prete come un santo.
(E se le prove dei fatti loro imputati ci fossero? Per quanto mi riguarda, la solidarietà non verrebbe meno. E se fosse loro l’attentato incendiario alla sorella di Lodeserto? Certo, in quel caso la solidarietà verrebbe meno. Ma lo stile di quest’atto è mafioso, lo stile degli anarchici è sempre stato ben altro: lo stile di chi si mette in gioco senza giocare sulla pelle degli innocenti).
Stavolta la solidarietà la si può esprimere anche con i fatti, anche con un solo euro versato sul conto corrente postale 56391345 intestato a Marina Ferrari. Io vado in posta.
postato da alderano
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